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Con queste brevi suggestioni su Macugnaga, vogliamo inaugurare una piccola sezione di testi, nostri, di tutti noi che bazzichiamo questo sito. Argomento? La montagna: la preferita, il posto del cuore, quella gita di cui parliamo sempre, il giretto da consigliare a un amico, la passeggiata che ci fa meditare, il primo amore…

Non vi chiediamo spiegazioni di itinerari né relazioni particolareggiate, non vogliamo che il nostro posto intimo diventi di moda…
Ci piacerebbe “portare” qualcuno, nel nostro posto, che colga la nostra ispirazione, senza invadenza, con calma e rispetto…

Se l’idea vi piace, mandateci qualche scritto.

A presto!



 

IL VECCHIO TIGLIO DI MACUGNAGA

di Silvia Mazza
I Walser, La Est del Rosa, Viaggiatori del passato, Il primo sciatore e le piste di oggi, Info

I Walser

Il celebre tiglio sorge accanto alla Chiesa Vecchia di Macugnaga e la veglia da secoli. Forse non risale proprio al 1200, come si vorrebbe, ma sicuramente l’albero di anni ne conta parecchi e ora esprime tutta la sua maestosità un poco sofferente ed è simbolo di una capacità rara ad adattarsi alle avverse condizioni climatiche della valle.
La leggenda narra che sia stato portato da una donna all’epoca dei fondatori e si dice che intorno a quest’albero, dal 1200 appunto, si adunassero
“per civili incontri e mercati
genti delle valli nostre e straniere
Sotto la sua ombra
con animo patriarcale
si amministrava la giustizia
trascorsero le generazioni
amandolo e venedrandolo
sempre”
(Carlo Ravasio)

 

 

È dal 1200 che l’alta Valle Anzasca, come altre zone montane, fu colonizzata da comunità Walser che a causa delle dure condizioni di vita lasciarono il Vallese, loro patria, e attraverso duri e inesplorati passi giunsero fino ai piedi di questo versante del Monte Rosa.
L’insediamento dei Walser – il cui nome è appunto contrazione di Walliser (vallesani) – fu del tutto pacifico ed essi introdussero notevoli migliorie nella vita della popolazione già residente: abili infatti erano nella lavorazione del legno, e ne sono testimonianza le tipiche costruzioni delle case, dei granai, delle stalle e dei fienili. Erano esperti anche nella pastorizia e in quel poco di agricoltura che una terra per gran parte dell’anno coperta dalle nevi permette.


La Est del Rosa


Se si torna al presente e si alza lo sguardo, questo è senz’altro rapito da una delle vedute più rinomate e suggestive delle nostre Alpi, l’immensa parete est del Monte Rosa che si innalza per più di 2500 metri dal fondovalle. Punta Gnifetti, Zumstein, Dufour, Nordend… ghiacciai tormentati, azzurri seracchi, nevai e rocce scoscese si amalgamano in un dipinto che quasi ferisce gli occhi e li rapisce. Se esistono in natura creazioni che non ci si può stancare di ammirare, allora la Est del Rosa è fra queste. A partire da fine ‘700 la vennero a cercare gli esploratori, i primi alpinisti, viaggiatori e viaggiatrici in strada da mesi per giungere in questo sperduto angolo di montagna. E non a tutti si palesò la montagna, perché spesso rimaneva a lungo avvolta dalla nebbia, come una spessa coperta grigia.

 

 

Est del Monte Rosa

Viaggiatori del passato

Ai più fortunati la vista ripagava ogni fatica del viaggio. “Il Monte Rosa apparve d’improvviso, così imponente e stupendo che non so descriverlo degnamente, lasciando un’impressione superiore a ogni altro ricordo di montagna. Questo spettacolo è indimenticabile: merita da solo un viaggio dall’Inghilterra”. Era il 1825 e chi scrive è William Brockedon, pittore scozzese, giunto a Macugnaga proprio per immortalare sulla tela la grandiosità di questo scenario naturale.
 
De Saussure e l’ospitalità di Macugnaga

Uno dei primi a giungere a Macugnaga e a promuoverne il turismo fu Horace Bénédicte de Saussere, linguista ginevrino e scienziato assai eclettico. De Saussure compì il periplo del Massiccio del Rosa e ne lasciò una testimonianza appassionata e contagiosa. Peccato che – appena giunto in paese – faticò a lungo prima di trovare ospitalità. Pare infatti che all’epoca non esistessero veri e propri alberghi, e le locande ospitavano più spesso mulattieri e minatori che forestieri. Una brutta esperienza aveva poi reso guardinghi i locandieri verso gli stranieri: un tale distinto e ben vestito che aveva pernottato in una locanda era fuggito senza pagare e dopo aver derubato il suo ospite di tutti i suoi averi!
Fu così che Saussure si rivolse infine al parroco per ottenere ospitalità per sé e per il gruppo eterogeneo dei suoi accompagnatori che altrimenti sarebbero stati costretti a una notte all’addiaccio.

 

Correva l’anno 1789 e ne è passata di acqua sotto i ponti. Ora Macugnaga ha una struttura ricettiva di tutto rispetto con possibilità di affittare camere o di pernottare in hotel, residence o in semplici ma accoglienti pensioni. E il turismo non sembra aver avuto un impatto eccessivo sul territorio, preservando intatta la bella architettura, e non danneggiando i versanti delle montagne con impianti da sci eccessivamente invasivi.
Ottima la cucina locale che annovera piatti a base di polenta, selvaggina, funghi, formaggi e alcuni tipici piatti macugnaghesi e ossolani.

Il primo sciatore e le piste di oggi

Oggi i settori dove si scia sono due e non collegati tra loro; il primo raggiunge il ghiacciaio del Belvedere (1914 m) attraverso due tronchi di seggiovia con partenza da Pecetto, la frazione più alta di Macugnaga (m 1369) e incuneata proprio sotto le morene glaciali che scendono dal Rosa e un altro, in sinistra orografica, parte dalla frazione Staffa che di Macugnaga è anche il centro (m 1327), si inerpica fino all’Alpe Bill con una funivia di dimensioni familiari e con un secondo tronco raggiunge il Passo del Moro, sfiorando i 2900 metri. Qui si snodano alcuni bei tracciati serviti da due ski-lift e da una moderna seggiovia.
Fu proprio da qui che scese l’avventuroso (e sfortunato) primo sciatore, salito dal Vallese. Si tratta di Joseph Imseng, giovane guida che in quell’inizio di primavera del 1915 sale al Moro e, vista la bella giornata, decide di scendere, sci ai piedi, fino a Macugnaga dove abita lo zio Clemens, altra celebre guida. Giunto in paese, sempre sci ai piedi, viene arrestato in quanto sprovvisto di documenti d’espatrio… Chiarito l’equivoco è scortato al confine da due poliziotti armati e rimpatriato, ma ciò non gli toglierà la soddisfazione di essere stato il pioniere dello sci a Macugnaga.

 



Mattia Zurbriggen

Un’altra celebre guida approda a Macugnaga attraverso il Passo del Moro: è Mattia Zurbriggen, e all’epoca ha due anni. Eh sì, i coniugi Zurbriggen valicarono il passo con i cinque figlioletti, troppo dura era la vita nella valle di Saas in quegli anni di metà Ottocento e il padre di Mattia pensò di emigrare stabilmente in Italia per lavorare nelle miniere d’oro di Macugnaga. E così il piccolo Mattia stava nella gerla in spalle al padre e la sorellina di un anno appena la portava a spalle la madre. In spalle ai fratellini più grandi stavano tutti gli altri beni di casa.
Per Mattia il battesimo fu significativo perché egli divenne poi una delle guide più apprezzate dai migliori alpinisti dell’epoca e viaggiò sulle montagne di tutto il mondo.


Ancora sul vecchio tiglio
“Anche voi che ora passate
rispettate il vecchio albero
perché vegeti e duri
ancora e nei secoli
onore e simbolo
di Macugnaga nostra”

Si chiude così l’iscrizione di Carlo Ravasio che sta accanto al vecchio tiglio.

INFO

Come arrivare

Da Torino, autostrada A4 direzione Milano, uscire alla diramazione Gravellona Toce e seguire la A26 fino alla fine, ovvero Gravellona; di qui si prende la superstrada per il Sempione da cui si esce allo svincolo Vogogna-Piedimulera. Da Piedimulera si imbocca la Valle Anzasca e in meno di 30 km si raggiunge Macugnaga (in tutto 180 km).
Da Milano, autostrada A8 dei Laghi e poi A26 fino a Piedimulera (km 140).

Collegamento ferroviario per Domodossola, proseguire con autoservizi Comazzi (tel. 0324 65570).
Servizio giornaliero estivo in autobus da Milano e da Varese.

Numeri utili
Comune di Macugnaga, tel. 0324 65009;
Ufficio informazioni turistiche, tel. 0324 65119;
Guide Alpine, tel. 0324 65170;
Cai Macugnaga, tel. 0324 65485;
Impianti di risalita, funivie (frazione Staffa) 0324 65050; seggiovie (fraz. Pecetto, con innevamento artificiale) tel. 0324 65060.
Scuola di sci Macugnaga, tel. 0324 65217;
Scuola di sci Monte Rosa, tel. 0324 65224;
Rifugio Marinelli, 0324 65170.

Sul web
www.macugnaga-online.it
www.comune.macugnaga.vb.it

 
Da visitare
Museo storico, aperto dal 1° luglio al 31/08 tutti i giorni e il resto dell’anno il sabato;
Museo casa Walser, sabato e domenica 1600-19.00, infrasettimanale su richiesta;
Miniera d’oro della Guia, frazione Borca loc. Fornarelli, tel. 0324 65570.

Sport
Oltre allo sci da pista, a Macugnaga si può praticare lo sci di fondo (2 piste), lo scialpinismo (moltissime le possibilità di gite), il pattinaggio su ghiaccio allo stadio del ghiaccio di Pecetto, il parapendio (possibile effettuare voli biposto con piloti abilitati).
Nella bella stagione, si possono compiere molte escursioni più o meno impegnative – Macugnaga è tappa della GTA e fa parte del “Sentiero Walser” che collega i paesi Walser delle Alpi.
Chi invece vuole cimentarsi su ghiacciaio, non c’è che da scegliere la via nel massiccio del Rosa più adatta alle proprie capacità (se si desidera essere accompagnati, rivolgersi all’Ufficio Guide di Macugnaga).


RONCO ALPINISMO s.n.c. - Corso Monte Grappa, 31 - Torino - e-mail info@roncoalpinismo.it

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